San Riccardo, il vescovo che camminava a piedi nudi

 

 

 

 

C’era una volta un uomo che non voleva potere, ma verità. Non cercava onori, ma giustizia. Si chiamava Riccardo, figlio di contadini inglesi, cresciuto tra i campi e il vento della campagna. Non aveva nulla, se non un’intelligenza viva e una fede incrollabile.
Studiò a Oxford, quando studiare era un privilegio per pochi. Non si fermò lì: andò a Parigi, poi a Bologna, dove imparò il diritto con la precisione di chi sa che le leggi possono proteggere, ma anche schiacciare. Tornò in Inghilterra con un solo obiettivo: servire Dio servendo le persone.
Quando il papa lo nominò vescovo di Chichester, il re Enrico III non fu d’accordo. Gli tolse tutto: la diocesi, le rendite, persino un tetto dove dormire. Riccardo non si ribellò. Continuò il suo cammino, letteralmente: girava per le parrocchie a piedi, spesso scalzo, ospite di amici o poveri, predicando e ascoltando.

Non cercava consenso, ma conversione. Obbligò i preti ad abbandonare le concubine, proibì di vendere sacramenti, impose ai suoi sacerdoti di vivere con dignità e disciplina. Dove passava, lasciava il segno: non per il carisma, ma per la coerenza. Era semplice, diretto, senza fronzoli. La gente lo amava per questo.
Morì nel 1253, a Dover, mentre cercava di raggiungere il continente per predicare una nuova crociata. Le sue ultime parole furono una preghiera: non per sé, ma per imparare ad amare meglio il suo Signore.
Oggi lo ricordiamo come santo, ma allora era solo un uomo che faceva la cosa giusta, anche quando costava caro.

E in questo ultimo aspetto, devo dire, credo di essere molto simile all’uomo di cui porto il nome!

 

 

 

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